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mercoledì 16 agosto 2023

Shakespeare's Sonnets: Sonetto XXXIII

 

SHAKESPEARE’S SONNETS

SONETTO XXXIII (traduzione mia)

Per LdJ


 

 

Mille aurore radiose ho contemplato

Carezzare regalmente vette alpine,

Fulgidi raggi baciare verdi prati,

Con divina alchimia dorar ruscelli;

 

E poco dopo il sole cedere a rie nubi,

Turpe corteo in assalto al puro viso,

Occultato ormai al mondo abbandonato

Tramontando invisibile e sfregiato.

 

In tal guisa brillò il mio sole al sorgere,

A me di fronte in tutto il suo splendore,

Ahimè scomparve, mio per solo un’ora,

Il dominio delle nubi a me lo vela.

 

Ma per questo il mio amore non recede,

Come in cielo anche in terra il sole cede.

 

Sonnet 33: Full many a glorious morning have I seen

Full many a glorious morning have I seen
Flatter the mountain-tops with sovereign eye,
Kissing with golden face the meadows green,
Gilding pale streams with heavenly alchemy;

Anon permit the basest clouds to ride
With ugly rack on his celestial face
And from the forlorn world his visage hide,
Stealing unseen to west with this disgrace.

Even so my sun one early morn did shine
With all-triumphant splendour on my brow;
But out, alack! he was but one hour mine;
The region cloud hath mask'd him from me now.

Yet him for this my love no whit disdaineth;
Suns of the world may stain when heaven's sun staineth.

 

lunedì 12 settembre 2022

GIORNO D'AUTUNNO ( mia TRADUZIONE DI HERBSTTAG DI R. M. RILKE)

GIORNO D'AUTUNNO

(Rainer Maria Rilke "Herbsttag")

Viale d'autunno (da wikipedia)
 

 Signore, è tempo. L'estate tracimava.

L'ombra distendi sulle meridiane

Ed il vento scatena sopra i prati.

 

Ordina ai frutti tardi d'esser turgidi,

Concedi loro ancora del tepore

Che il ciclo si suggelli, e poi inietta

Nel vino spesso l'ultima dolcezza.

 

Chi ora non ha casa, mai l'avrà.

Chi solo è ora, lo sarà anche poi.

Veglierà, leggerà, redigerà missive

lunghe, e vagherà tra i viali

Con mente inquieta, in un vortice di foglie.


Herbsttag

Herr, es ist Zeit. Der Sommer war sehr groß.
Leg deinen Schatten auf die Sonnenuhren,
und auf den Fluren lass die Winde los.

Befiehl den letzten Früchten, voll zu sein;
gib ihnen noch zwei südlichere Tage,
dränge sie zur Vollendung hin, und jage
die letzte Süße in den schweren Wein.

Wer jetzt kein Haus hat, baut sich keines mehr.
Wer jetzt allein ist, wird es lange bleiben,
wird wachen, lesen, lange Briefe schreiben
und wird in den Alleen hin und her
unruhig wandern, wenn die Blätter treiben.

Rainer Maria Rilke, 21.9.1902, Paris